mercoledì 2 novembre 2011

Il dibattito a seguito della sentenza del TAR Lazio rispetto alla richiesta di sospensiva sul VII invaso

Albano: il Tar respinge la sospensiva sull'allargamento della discarica di Roncigliano
Albano: il Tar respinge la sospensiva sull'allargamento della discarica di Roncigliano.
Per un ritardo nella presentazione dei ricorsi il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva degli atti amministrativi che hanno portato alla creazione del VII invaso della discarica di Roncigliano. Si attende il processo di merito.


Per il momento i Comuni del comprensorio castellano potranno continuare a sversare i propri rifiuti all'interno della discarica di Roncigliano. Giovedì 27 ottobre, infatti, presso il Tar del Lazio, si è tenuta l'udienza relativa ai soli fini della sospensiva immediata ed urgente degli effetti amministrativi dei provvedimenti Via positiva (Valutazione di impatto ambientale) ed Aia, numero B-3695 (Autorizzazione integrata ambientale) e relative proroghe C.1901 del 5 agosto 2010 e B-6190 del 29 luglio 2011, necessari alla realizzazione dell'ampliamento della discarica per rifiuti indifferenziati di Albano: la costruzione del meglio noto settimo invaso (primo e secondo sub-lotto). In sostanza il Tar del Lazio, con un'ordinanza pubblicata qualche ora fa, ha respinto la richiesta di sospensiva immediata ed urgente degli effetti dei provvedimenti Via ed Aia sul settimo invaso a causa del ritardo nel deposito dei ricorsi: in gergo tecnico-legale detto anche "tempestività del gravame".

«La decisione del Tar Lazio, paradossalmente, ci rincuora non poco – ha sottolineato il referente legale del "No Inc", Daniele Castri – poiché il "no" alla richiesta di sospensiva immediata ed urgente del settimo invaso riguarda, appunto, solo una "questione di ritardo" nel deposito dei ricorsi e non anche le ragioni-motivazioni più importanti, trattate, per il momento, dai giudici del Tar Lazio, solo sommariamente. Ragioni-motivazioni che al contempo sono le fondamenta tecnico-giuridiche della nostra opposizione alla costruzione dell'invaso di Roncigliano». Poi Castri entra nello specifico: «Penso alla violazione della distanza minima tra discarica e abitazioni, alla totale contrarietà della Asl RmH per gravi ragioni igienico-sanitari, all'assenza dei due pozzi spia per il controllo della qualità delle acque di falda sottostanti la discarica; all'inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica di Roncigliano certificato dall'Arpa Lazio, all'assenza delle due centraline mobili di controllo della qualità dell'aria nell'area di Roncigliano e all'assenza dei monitoraggi e dei controlli nel rispetto delle modalità e cadenze previste dalla normativa».

Per Castri e il "No Inc", comunque, la battaglia contro la discarica di Cerroni non si fermerà qui: «La tempestività con la quale ci vengono messi a disposizione gli atti e documenti relativi alla vertenza contro il settimo invaso, d'altro canto, non rappresentano una nostra responsabilità. I ricorsi – ha chiuso – contro il settimo invaso andranno avanti ora più che mai. Attendiamo, dunque, la prossima udienza di merito e, ora più che mai, l'avvio ad Albano della differenziata porta a porta associata a riduzione, riciclo e riuso davvero non più rimandabile».

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