domenica 25 dicembre 2011

NATALE PULITO 2011


Grazie ai Comitati di Quartiere e ai partecipanti!
Un invito a tutti a non sporcare la città.
Una vigilia di Natale insieme a 50 volontari per ripulire
Albano, Cecchina e Pavona.
AUGURI!!!

giovedì 24 novembre 2011

15.000 nuovi abitanti in arrivo a Marino?

L'amministrazione comunale di Marino ha approvato la costruzione di una nuova cittadina da 15.000 abitanti nell'area agricola del Divino Amore.
Cosa significhi questo per i Castelli ce lo racconta Valerio Burli nel seguente video:

mercoledì 2 novembre 2011

Il dibattito a seguito della sentenza del TAR Lazio rispetto alla richiesta di sospensiva sul VII invaso

Albano: il Tar respinge la sospensiva sull'allargamento della discarica di Roncigliano
Albano: il Tar respinge la sospensiva sull'allargamento della discarica di Roncigliano.
Per un ritardo nella presentazione dei ricorsi il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva degli atti amministrativi che hanno portato alla creazione del VII invaso della discarica di Roncigliano. Si attende il processo di merito.


Per il momento i Comuni del comprensorio castellano potranno continuare a sversare i propri rifiuti all'interno della discarica di Roncigliano. Giovedì 27 ottobre, infatti, presso il Tar del Lazio, si è tenuta l'udienza relativa ai soli fini della sospensiva immediata ed urgente degli effetti amministrativi dei provvedimenti Via positiva (Valutazione di impatto ambientale) ed Aia, numero B-3695 (Autorizzazione integrata ambientale) e relative proroghe C.1901 del 5 agosto 2010 e B-6190 del 29 luglio 2011, necessari alla realizzazione dell'ampliamento della discarica per rifiuti indifferenziati di Albano: la costruzione del meglio noto settimo invaso (primo e secondo sub-lotto). In sostanza il Tar del Lazio, con un'ordinanza pubblicata qualche ora fa, ha respinto la richiesta di sospensiva immediata ed urgente degli effetti dei provvedimenti Via ed Aia sul settimo invaso a causa del ritardo nel deposito dei ricorsi: in gergo tecnico-legale detto anche "tempestività del gravame".

«La decisione del Tar Lazio, paradossalmente, ci rincuora non poco – ha sottolineato il referente legale del "No Inc", Daniele Castri – poiché il "no" alla richiesta di sospensiva immediata ed urgente del settimo invaso riguarda, appunto, solo una "questione di ritardo" nel deposito dei ricorsi e non anche le ragioni-motivazioni più importanti, trattate, per il momento, dai giudici del Tar Lazio, solo sommariamente. Ragioni-motivazioni che al contempo sono le fondamenta tecnico-giuridiche della nostra opposizione alla costruzione dell'invaso di Roncigliano». Poi Castri entra nello specifico: «Penso alla violazione della distanza minima tra discarica e abitazioni, alla totale contrarietà della Asl RmH per gravi ragioni igienico-sanitari, all'assenza dei due pozzi spia per il controllo della qualità delle acque di falda sottostanti la discarica; all'inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica di Roncigliano certificato dall'Arpa Lazio, all'assenza delle due centraline mobili di controllo della qualità dell'aria nell'area di Roncigliano e all'assenza dei monitoraggi e dei controlli nel rispetto delle modalità e cadenze previste dalla normativa».

Per Castri e il "No Inc", comunque, la battaglia contro la discarica di Cerroni non si fermerà qui: «La tempestività con la quale ci vengono messi a disposizione gli atti e documenti relativi alla vertenza contro il settimo invaso, d'altro canto, non rappresentano una nostra responsabilità. I ricorsi – ha chiuso – contro il settimo invaso andranno avanti ora più che mai. Attendiamo, dunque, la prossima udienza di merito e, ora più che mai, l'avvio ad Albano della differenziata porta a porta associata a riduzione, riciclo e riuso davvero non più rimandabile».

domenica 9 ottobre 2011

Salviamoci la pelle

In attesa dell’udienza del prossimo 27 Ottobre al Tar del Lazio relativa al VII invaso della discarica di Roncigliano, per tenere alta l’attenzione sul tema della gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti ai Castelli Romani, tutti i cittadini sono invitati a partecipare al:
Grande corteo di sabato 22 Ottobre 
che partirà alle ore 15,30 da Albano Laziale (Piazza Mazzini) 
e arriverà fino a Genzano di Roma (Piazza Tommaso Frasconi).
Un grande corteo per ribadire la contrarietà all’inceneritore dei Castelli Romani (tra poche settimane la sentenza definitiva  del Consiglio di Stato), la contrarietà  all’ampliamento della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano ( VII invaso) ed a sostegno della raccolta differenziata porta a porta associata a riduzione, riciclo e riuso.
 
 

giovedì 8 settembre 2011

DISCAMPING

Sabato 10 e Domenica 11 Settembre - a partire dalle ore 16,00 a seguire fino a notte fonda.
Il Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano terrà, presso un uliveto situato proprio davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano (Villaggio Ardeatino, Via Ardeatina Km 24,700), una nuova iniziativa di protesta contro l’ampliamento della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano (VII invaso), contro il tristemente noto inceneritore ed a favore della raccolta differenziata porta a porta associata a riduzione, riuso e riciclo.
Dalle ore 16, 00, sia Sabato che Domenica: animazione per bambini, dibattiti, proiezioni foto/video, cena, concerti, area camping.
Vi aspetto numerosi, possibilmente con tenda.

Daniele Castri             
 


domenica 4 settembre 2011

Pavona: Rischio speculazione edilizia

Il Comitato di Quartiere “PAVONA UNO” insieme ai Comitati e Associazioni: ASCOM delegazione di Pavona, Ass. "Pavona per la Difesa della Salute", Centro Anziani di Pavona, Ass. Cult. Musicale ARTINMUSICA, Ass. Scacchi e Cultura Pavona, Comitato Festeggiamenti Pavona, Ass. IL BINARIO, A.N.P.I. Albano-Cecchina-Pavona, A.S.D. Atletico Pavona
SEGNALANO
il rischio di collasso urbanistico e della rete commerciale esistente, derivanti dalla prevista realizzazione del complesso immobiliare GPS di Via Casette. 
Principali elementi di criticità con la definitiva compromissione :
  1. Ambientale: inammissibile cementificazione con circa 200.000 mc in zona agricola.
  2. della Qualità della vita: ulteriore ed insostenibile aggravio delle già precarie condizioni delle infrastrutture della viabilità, reti idrica e fognaria.
  3. delle Attività commerciali: inevitabile e definitivo crollo delle attività commerciali esistenti.
Cari concittadini, nel mese di settembre, ci autoconvocheremo per ulteriori approfondimenti e per concordare le iniziative da intraprendere a tutela della vivibilità della nostra Pavona.

lunedì 22 agosto 2011

Il dramma degli incendi

Domenica 21 agosto 2011: incendio su Monte Artemisio nel territorio del Comune di Velletri.
C'è chi di fronte a queste notizie mostra rassegnazione o impotenza. Non serve nemmeno arrabbiarsi.
Io voglio capire.
Chiedo informazioni per cercare di capire perché. Magari sfruttando l'anonimato di internet qualcuno che sa, trova le parole giuste per raccontarci come sia potuto succedere.

Vorrei sapere di chi sono quei terreni, se domenica avete visto qualcuno in quei boschi, fate domande, iniziamo la caccia, vorrei che il rumore lo facesse correre... lontano da queste terre.
M. A.

    
Approfondimenti:
Il rosso che ci fa più poveri 
di Vittorio Leone Ordinario di Selvicoltura Generale, Università della Basilicata
Tratto da Villaggio Globale n°16/2001
     
"...In Italia si valuta che gli incendi siano in media quindicimila l’anno, con sessantaquattromila ettari di superficie boscata percorsa, cui si aggiungono ottantaquattromila ettari di superficie non boscata: circa quarantadue incendi al giorno, quasi due per ora.
Il numero di incendi è, infatti, passato da 6.426 del decennio 1970/79 a 11.575 del decennio 1980/89 a 11.164 del decennio 1990/99, concentrati essenzialmente nelle regioni meridionali ed insulari, a modesto indice di boscosità; in esse predominano le cause volontarie, che rappresentano oggi circa due terzi del numero totale di eventi registrato..."

"...Il dispositivo d’accensione, che rappresenta il fattore determinante, è quasi sempre d’origine antropica: il numero globale d’eventi registrati dalle statistiche ufficiali esprime, infatti, il numero di volte che l’azione dell’uomo si rende responsabile di tal evento, poiché trascurabili sono le cause naturali.Nel nostro paese, infatti, circa il 98-99 % degli incendi nasce dall’azione dell’uomo. Le cause naturali, non giustificano quindi né la dimensione né la tumultuosa evoluzione nel numero d’incendi, definiti in sede comunitaria un’aggressione sociale alle foreste..."

"...Autocombustione
Spesso invocata a sproposito da sprovveduti cronisti, oggetto in passato di fantasiose e bizzarre interpretazioni, in realtà l’autocombustione è possibile soltanto allorché processi di fermentazione si svolgono senza adeguata dissipazione del calore prodotto: così in accumuli di sostanza organica, in residui industriali, in accumuli di legno triturato o in chips.
Le condizioni fisiche che, congiuntamente verificandosi, possono innescare fenomeni di autocombustione in foresta sono, invece, talmente limitative che la percentuale d’incendi causata da tale fenomeno non può che essere estremamente esigua. L’autocombustione è, comunque, assolutamente indipendente dalle elevate temperature estive, che non possono innescare alcun fenomeno di combustione ma soltanto favorirne la propagazione, trattandosi di fattore predisponente e non determinante...."

"...Cause volontarie
Soprattutto negli ultimi anni si sta assistendo all’uso del fuoco come strumento di ricatto.L’incidenza percentuale delle cause volontarie di incendio va letta da due prospettive: da un lato il fuoco diventa strumento di alcuni gruppi di interesse, che ovviamente traggono più risorse dal fatto che il «bosco non ci sia più», mentre dall’altro la «cultura della distruzione» sta diventando un indicatore del livello di tensione: molti attori sociali hanno compreso quanto l’ambiente sia vulnerabile e al tempo stesso quanto il minacciarlo o distruggerlo renda visibili soprattutto quanto la televisione o i mass-media costituiscono cassa di risonanza..."

"...Si è accentuata, contestualmente, la tendenza ad un aumento degli incendi volontari, realtà ingigantitasi fino a diventare preminente. Il responsabile maggiore dell’impatto sulle aree verdi pertanto non è il turista disattento o il contadino intento a operazioni colturali, che pur rappresentano una frequente motivazione di incendi, ma chi agisce con premeditazione, spinto da volontà che spesso sfuggono alla nostra capacità di interpretazione.
Si tratta di un fenomeno complesso, contro il quale occorre mobilitarsi, soprattutto vincendo l’assuefazione e la tolleranza nei riguardi di un fenomeno che mette a repentaglio beni e vite umane, scoraggia gli investimenti in campo forestale e costituisce, in ultima analisi, una grave patologia dello spazio rurale, innescando gravi e spesso irreversibili processi di alterazione il cui epilogo è la desertificazione e il dissesto idrogeologico..."