giovedì 8 settembre 2011

DISCAMPING

Sabato 10 e Domenica 11 Settembre - a partire dalle ore 16,00 a seguire fino a notte fonda.
Il Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano terrà, presso un uliveto situato proprio davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano (Villaggio Ardeatino, Via Ardeatina Km 24,700), una nuova iniziativa di protesta contro l’ampliamento della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano (VII invaso), contro il tristemente noto inceneritore ed a favore della raccolta differenziata porta a porta associata a riduzione, riuso e riciclo.
Dalle ore 16, 00, sia Sabato che Domenica: animazione per bambini, dibattiti, proiezioni foto/video, cena, concerti, area camping.
Vi aspetto numerosi, possibilmente con tenda.

Daniele Castri             
 


domenica 4 settembre 2011

Pavona: Rischio speculazione edilizia

Il Comitato di Quartiere “PAVONA UNO” insieme ai Comitati e Associazioni: ASCOM delegazione di Pavona, Ass. "Pavona per la Difesa della Salute", Centro Anziani di Pavona, Ass. Cult. Musicale ARTINMUSICA, Ass. Scacchi e Cultura Pavona, Comitato Festeggiamenti Pavona, Ass. IL BINARIO, A.N.P.I. Albano-Cecchina-Pavona, A.S.D. Atletico Pavona
SEGNALANO
il rischio di collasso urbanistico e della rete commerciale esistente, derivanti dalla prevista realizzazione del complesso immobiliare GPS di Via Casette. 
Principali elementi di criticità con la definitiva compromissione :
  1. Ambientale: inammissibile cementificazione con circa 200.000 mc in zona agricola.
  2. della Qualità della vita: ulteriore ed insostenibile aggravio delle già precarie condizioni delle infrastrutture della viabilità, reti idrica e fognaria.
  3. delle Attività commerciali: inevitabile e definitivo crollo delle attività commerciali esistenti.
Cari concittadini, nel mese di settembre, ci autoconvocheremo per ulteriori approfondimenti e per concordare le iniziative da intraprendere a tutela della vivibilità della nostra Pavona.

lunedì 22 agosto 2011

Il dramma degli incendi

Domenica 21 agosto 2011: incendio su Monte Artemisio nel territorio del Comune di Velletri.
C'è chi di fronte a queste notizie mostra rassegnazione o impotenza. Non serve nemmeno arrabbiarsi.
Io voglio capire.
Chiedo informazioni per cercare di capire perché. Magari sfruttando l'anonimato di internet qualcuno che sa, trova le parole giuste per raccontarci come sia potuto succedere.

Vorrei sapere di chi sono quei terreni, se domenica avete visto qualcuno in quei boschi, fate domande, iniziamo la caccia, vorrei che il rumore lo facesse correre... lontano da queste terre.
M. A.

    
Approfondimenti:
Il rosso che ci fa più poveri 
di Vittorio Leone Ordinario di Selvicoltura Generale, Università della Basilicata
Tratto da Villaggio Globale n°16/2001
     
"...In Italia si valuta che gli incendi siano in media quindicimila l’anno, con sessantaquattromila ettari di superficie boscata percorsa, cui si aggiungono ottantaquattromila ettari di superficie non boscata: circa quarantadue incendi al giorno, quasi due per ora.
Il numero di incendi è, infatti, passato da 6.426 del decennio 1970/79 a 11.575 del decennio 1980/89 a 11.164 del decennio 1990/99, concentrati essenzialmente nelle regioni meridionali ed insulari, a modesto indice di boscosità; in esse predominano le cause volontarie, che rappresentano oggi circa due terzi del numero totale di eventi registrato..."

"...Il dispositivo d’accensione, che rappresenta il fattore determinante, è quasi sempre d’origine antropica: il numero globale d’eventi registrati dalle statistiche ufficiali esprime, infatti, il numero di volte che l’azione dell’uomo si rende responsabile di tal evento, poiché trascurabili sono le cause naturali.Nel nostro paese, infatti, circa il 98-99 % degli incendi nasce dall’azione dell’uomo. Le cause naturali, non giustificano quindi né la dimensione né la tumultuosa evoluzione nel numero d’incendi, definiti in sede comunitaria un’aggressione sociale alle foreste..."

"...Autocombustione
Spesso invocata a sproposito da sprovveduti cronisti, oggetto in passato di fantasiose e bizzarre interpretazioni, in realtà l’autocombustione è possibile soltanto allorché processi di fermentazione si svolgono senza adeguata dissipazione del calore prodotto: così in accumuli di sostanza organica, in residui industriali, in accumuli di legno triturato o in chips.
Le condizioni fisiche che, congiuntamente verificandosi, possono innescare fenomeni di autocombustione in foresta sono, invece, talmente limitative che la percentuale d’incendi causata da tale fenomeno non può che essere estremamente esigua. L’autocombustione è, comunque, assolutamente indipendente dalle elevate temperature estive, che non possono innescare alcun fenomeno di combustione ma soltanto favorirne la propagazione, trattandosi di fattore predisponente e non determinante...."

"...Cause volontarie
Soprattutto negli ultimi anni si sta assistendo all’uso del fuoco come strumento di ricatto.L’incidenza percentuale delle cause volontarie di incendio va letta da due prospettive: da un lato il fuoco diventa strumento di alcuni gruppi di interesse, che ovviamente traggono più risorse dal fatto che il «bosco non ci sia più», mentre dall’altro la «cultura della distruzione» sta diventando un indicatore del livello di tensione: molti attori sociali hanno compreso quanto l’ambiente sia vulnerabile e al tempo stesso quanto il minacciarlo o distruggerlo renda visibili soprattutto quanto la televisione o i mass-media costituiscono cassa di risonanza..."

"...Si è accentuata, contestualmente, la tendenza ad un aumento degli incendi volontari, realtà ingigantitasi fino a diventare preminente. Il responsabile maggiore dell’impatto sulle aree verdi pertanto non è il turista disattento o il contadino intento a operazioni colturali, che pur rappresentano una frequente motivazione di incendi, ma chi agisce con premeditazione, spinto da volontà che spesso sfuggono alla nostra capacità di interpretazione.
Si tratta di un fenomeno complesso, contro il quale occorre mobilitarsi, soprattutto vincendo l’assuefazione e la tolleranza nei riguardi di un fenomeno che mette a repentaglio beni e vite umane, scoraggia gli investimenti in campo forestale e costituisce, in ultima analisi, una grave patologia dello spazio rurale, innescando gravi e spesso irreversibili processi di alterazione il cui epilogo è la desertificazione e il dissesto idrogeologico..."

giovedì 23 giugno 2011

Patrimonio mondiale dell'UNESCO

Perché i Castelli Romani possano iscriversi nella Lista del patrimonio mondiale devono soddisfare dei requisiti, vediamo quali sono. 
Il sito deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I criteri sono regolarmente aggiornati dal Comitato in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale.
Fino alla fine del 2004, i siti del Patrimonio Mondiale venivano scelti sulla base di sei criteri culturali e di quattro criteri naturali. Con l’adozione dell’ultima versione delle Linee Guida i criteri sono stati accorpati in un unico elenco, valido per i beni culturali e naturali, distinto in dieci punti.


I criteri di selezione sono:
  1. rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
  2. mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
  3. essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
  4. costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;
  5. essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;
  6. essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).
  7. presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;
  8. costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;
  9. costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;
  10. presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.
Perché un bene sia considerato di eccezionale valore universale, deve anche soddisfare le condizioni di integrità e/o autenticità così come definite nelle Linee Guida e deve essere dotato di un adeguato sistema di tutela e di gestione che ne garantisca la salvaguardia.

martedì 21 giugno 2011

C'è chi dice no!

La gente di Albano sabato 18 giugno è tornata in piazza contro il VII invaso della discarica.
I cittadini si erano già mobilitati il 23 ottobre 2010 contro l'inceneritore.
Che democrazia è l'Italia,se i cittadini devono difendersi dalle istituzioni che dovrebbero tutelarli?



mercoledì 15 giugno 2011

Contributi per promuovere scelte di consumo responsabile.

Botteghe equo e solidali, orti urbani e gruppi di acquisto solidali. Sono questi i tre perni del nuovo bando della Provincia di Roma, che rinnova e amplia il suo impegno per sostenere e valorizzare forme di acquisto e consumo consapevole, in grado di coniugare il rispetto dell’ambiente, la solidarietà sociale e il rapporto diretto con la produzione agricola locale e di qualità.


“Oggi, il commercio equo e solidale costituisce un movimento globale, con oltre un milione di piccoli produttori e lavoratori organizzati in oltre 3mila organizzazioni di base, con strutture in più di 50 Paesi del Sud del mondo, mentre gli oltre 50 gruppi di acquisto solidale (Gas), più o meno strutturati, censiti a Roma e Provincia arrivano a contare più di 3mila persone”, commenta l’assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio.

“La Provincia di Roma finanzia dal 2008 alcune di queste realtà - spiega Smeriglio - con lo scopo di contribuire alla diffusione di un modello di consumo alternativo. Con questo bando, si aggiungono ulteriori 70.000 euro di investimento (arrivando così a un totale di quasi 140.000 euro) che andranno a rafforzare le attività di Gas già esistenti e allo stesso tempo a sostenere le botteghe equo solidali e gli orti urbani”.

C’è tempo fino al 29 luglio per presentare i propri progetti “verdi”. Ogni vincitore potrà usufruire di un contribuito massimo di 5mila euro che potrà essere utilizzato per promuovere iniziative di sensibilizzazione e conoscenza dell’economia solidale e degli orti urbani all’interno delle scuole e fra i giovani, formazione e aggiornamento “tecnici” in orticoltura, diffusione di nuovi prodotti biologici meno commercializzati, come saponi, pesce e tessuti.

Il bando è scaricabile dal sito www.provincia.roma.it.

domenica 12 giugno 2011

Raddoppio? Se po fà!

Sabato 11 giugno si è svolto, presso la Sala Consiliare del Comune di Velletri, il primo convegno sulla mobilità dei Castelli Romani organizzato dal Comitato promotore del raddoppio della linea ferroviaria castellana, in collaborazione con i Comuni di Velletri e Albano.
Sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni delle Città attraversate dalla ferrovia: l’assessore Gabriella Sisti per Ciampino, il Sindaco di Albano Laziale - Nicola Marini, il consigliere Previtali in rappresentanza di Genzano, il consigliere d’opposizione Adolfo Tammaro per Marino, oltre naturalmente al Sindaco di Velletri - Fausto Servadio, accompagnato dall’assessore alla mobilità Di Lazzaro e numerosi altri componenti della maggioranza.
Sono stati presentati dei dati che fotografano la situazione di collasso delle arterie stradali dell’area, come conseguenza dell’incontrollata crescita demografica dei Castelli, che hanno raggiunto una popolazione di quasi 400.000 abitanti.
Ormai è chiaro a tutti che occorre ripensare le modalità di trasporto per gestire i problemi dell’inquinamento e del traffico. Il convegno è servito per rilanciare la proposta di raddoppio della Ciampino-Velletri, unica soluzione per offrire un servizio veloce e frequente. In questo modo sempre più persone preferiranno il treno, che non ha problemi di parcheggio, costa meno ed evita lo stress degli ingorghi.
Il convegno, condotto da Romina Trenta, ha potuto contare sull’intervento di decine di cittadini, consapevoli che in gioco c’è il futuro di tutti, in particolare dei nostri figli.
Tutti i partecipanti sono d'accordo che questo progetto deve essere considerato una priorità a cui destinare ogni impegno e risorsa.
L’obiettivo è arrivare al 2020 con una metropolitana leggera che colleghi i Castelli con Roma, grazie alla quale la stragrande maggioranza dei cittadini troverà scomodo prendere la macchina a vantaggio del treno. Scelta saggia e vantaggiosa sia per l’ambiente che per la qualità della vita di tutti.
Anche Roma sarà tra i principali beneficiari e scoprirà di avere più parcheggi e meno traffico.


Il supporto delle istituzioni locali



Proposte per la mobiltà dei Castelli